Quale è il metodo corretto per accendere la legna?
Rimuovere dal piano fuoco la cenere in eccesso.
Aprire il registro aria primaria e secondaria al massimo, aprire completamente il registro fumi se il focolare è un caminetto prefabbricato o monoblocco.
Per un’accensione a basse emissioni: preparare 3-4 ciocchi di legna secca con una sezione trasversale di circa 5 x 5 cm ed una lunghezza di circa 20 cm che saranno posti sulla base del focolare; 6-8 pezzetti con sezione trasversale di circa. 2x2 ed una lunghezza circa. 15 cm da porre “a castello” sui ciocchi più grandi; l’apposito preparato per facilitare l’accensione (stoppino di truciolo o diavolina), fiammiferi.
Stratificare i ciocchi perpendicolarmente e ad una certa distanza l’uno dall’altro disponendo in basso i ciocchi più grossi e in alto i più fini.
Porre l’accenditore al centro del castello in corrispondenza del penultimo piano di legna.
Accendere con il fiammifero.
Lasciare che il fuoco si sviluppi, e solo quando le fiamme si saranno smorzate e avranno formato un letto di braci caricare nuovamente il prodotto in modo normale e regolare il registro fumi o i registri dell’aria comburente come indicato nel manuale del prodotto. Non usare mai benzina, kerosene, alcool, o altri liquidi simili per accendere il fuoco.
Come ricaricare legna nella stufa/caminetto?
Quando si è formato un letto sufficiente di braci, procedere con una nuova carica di combustibile:
Assicurarsi che eventuali registri o valvole di regolazione dei fumi, presenti nel prodotto o nell’impianto, siano aperte.
Aprire la porta lentamente per evitare fuoriuscita di fumo nell’ambiente e se necessario sistemare le braci.
Posizionare sopra le braci nuovi ceppi di legna con la maggior superficie possibile, preferibilmente priva di corteccia, a contatto con le braci.
Richiudere la porta ed aumentare l’afflusso di aria comburente per il tempo necessario a ravvivare la fiamma.
Se necessario, regolare gli eventuali registri o valvole di regolazione dei fumi, presenti nel prodotto o nell’impianto.
È vivamente raccomandato di non usare mai benzina, kerosene, alcool, o altri liquidi simili per ravvivare il fuoco.
Che caratteristiche deve avere la legna da combustione?
Le caratteristiche e la qualità della legna influenzano notevolmente l’autonomia, il rendimento, le emissioni in atmosfera ed il corretto funzionamento del prodotto. Bruciare legna troppo umida:
Fa sprecare gran parte delle calorie per l’evaporazione dell’acqua in essa contenuta.
Compromette la buona resa.
Aumenta il consumo di combustibile e diminuisce il rendimento.
Non garantisce il normale funzionamento dell’apparecchio.
Sporca notevolmente il vetro.
Incrosta notevolmente le pareti della camera di combustione e dell’impianto di scarico fumi.
Sono considerati idonei i legnami della famiglia delle latifoglie forti come ad esempio faggio, carpino, quercia, robinia, frassino, betulla, acero, olmo. Sono preferibili i legnami poco resinosi e di tipo consistente, con legno duro e pesante perché forniscono al focolare una fiamma sostenuta e persistente. Possono essere sconsigliati i legnami della famiglia delle conifere, il salice, il pioppo, ontano. Hanno la caratteristica di essere resinosi e creano tendenzialmente più fuliggine, poca brace, scoppiettii e richiedono una pulizia più frequente dell’apparecchio e dell’impianto di scarico fumi. Inoltre sono costituiti da un legno tenero e leggero che fornisce al focolare una fiamma vivace ma di breve durata, con un consumo di legna superiore a parità di potenza.